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Dipartimento di Fisica, Università di Bologna Entropia e probabilità | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il concetto di entropia aiuta a comprendere in quale direzione evolvono i sistemi termodinamici e consente di esprimere in forma quantitativa il Secondo Principio della Termodinamica. E’ noto che tale Principio pone alcune ulteriori limitazioni ai processi naturali, oltre a quelle che derivano dal Primo Principio e quindi dalla conservazione dell’energia: l’esperienza comune indica che tutta una serie di fenomeni non avvengono in Natura (o, comunque, sono estremamente improbabili), pur non contraddicendo il Primo Principio della Termodinamica. Ricordiamo qui tre casi emblematici: | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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E’ dunque un punto molto importante il fatto che in Natura non tutte le forme di energia siano ugualmente pregiate (ai fini di ottenerne lavoro). La tabella allegata (nella quale i valori indicati sono riferiti a quelli dell’energia meccanica) può servire per valutare la variazione di entropia che si ha nella conversione da una forma di energia ad un’altra.
Si avrebbe invece una diminuzione di entropia con processi opposti: per il Secondo Principio, ciò comporta che una parte di energia debba convertirsi in forme ancora più degradate (con produzione complessiva di una variazione di entropia positiva).
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Un possibile macrostato, invece, potrebbe consistere nel sapere solamente quante particelle si trovano a sinistra e quante a destra. Si intuisce che ogni microstato m appartiene ad un fissato macrostato M; viceversa, ad un dato macrostato M corrispondono svariati microstati m.
Nella tabella che segue sono riportati i numeri di configurazioni (o microstati) C(n) che corrispondono a n particelle a sinistra (e quindi, N-n a destra), nel caso di 10 particelle. Si vede che il numero di microstati è massimo quando n=N-n=N/2.
Ciò può essere valutato con la relazione generale che ci è data dal calcolo combinatorio, per la quale:
Di conseguenza, la probabilità di trovare n particelle a sinistra è:
la probabilità di tale situazione (ordinata) tende a zero al crescere di N. L’idea di ordine e di disordine può essere ricavata dalla nostra esperienza quotidiana, come si può vedere dalla tabella che segue. Ordine Disordine
Certamente è difficile (anche se non impossibile) che, mescolando un mazzo di carte, queste si dispongano ordinate per colore e per valore; ed è ancora più difficile che, ammucchiando casualmente un alto numero di mattoni, questi generino una casa. Il caso della temperatura è meno intuitivo, ma corrisponde essenzialmente al fatto che, quando due corpi hanno temperature diverse, le molecole mediamente più veloci (cioè del corpo a temperatura maggiore) sono separate da quelle mediamente meno veloci: questa è una forma di ordine. Tornando dunque all’evoluzione di un sistema (il gas, nel nostro caso), il modello che abbiamo fatto presuppone che nulla di intrinseco alle leggi del moto delle particelle dia un verso al tempo. In che modo, dunque, evolve il sistema? Macroscopicamente, sui tempi lunghi e all’equilibrio, esso tende a passare la maggior parte del suo tempo negli stati macroscopici più probabili (cioè con molti stati microscopici); in Termodinamica ciò viene espresso dal fatto che:
cioè come misura (logaritmica) del numero di stati accessibili al sistema, cioè misura del disordine (postulato fondamentale della meccanica statistica). Il macrostato al quale è associato il maggior numero di microstati viene detto "di equilibrio": è evidente che il sistema isolato evolve spontaneamente verso le situazioni di massima probabilità, cioè di massimo numero di configurazioni microscopiche, e quindi di massima entropia (Secondo Principio della Termodinamica). Così possiamo dire di avere individuato almeno tre aspetti fondamentali che caratterizzano l’entropia, o che, se vogliamo, ci aiutano a comprenderne il significato:
Può essere interessante terminare questa breve trattazione, affrontando un altro aspetto dell’entropia, con risvolti molto moderni: il suo rapporto con l’informazione.
ove k è una costante di proporzionalità e pi è la probabilità dello stato i-esimo (che, a sua volta, è proporzionale al numero C(i) dei corrispondenti microstati). Come è evidente, sapere che un sistema si trova in uno stato altamente probabile non costituisce granché come informazione; viceversa è una informazione importante sapere che il sistema si trova in uno stato poco probabile.
Assumendo per k il valore , la variazione di informazione viene espressa in bit (unità che corrisponde alla quantità di informazione necessaria per decidere fra due possibilità egualmente probabili). Nel caso discusso, di un sistema di N particelle, al quale corrispondono 2N microstati, l'informazione richiesta per definire in quale di questi si trovi il sistema è
che rappresenta il numero di cifre binarie necessarie per indicare il particolare microstato.
La misurazione ha comportato una variazione di informazione, che possiamo valutare come segue. Prima della misurazione L aveva a disposizione 128 possibili stati, ciascuno da un centimetro: fra 1 e 2 cm, fra 2 e 3 cm … fra 127 e 128 cm; dopo la misurazione gli stati sono solo 2 (entro un errore, L ha un valore che sta fra 48 e 49 cm oppure fra 49 e 50 cm). Segue dunque:
Questo valore 6 è il numero di domande che dovremmo fare, in logica binaria, per ottenere lo stesso livello di informazione da una persona bene informata (per esempio, quella che ha eseguito la misurazione). Procedendo razionalmente, infatti, faremmo la seguente serie di domande:
A questo punto, dopo 6 domande, la nostra conoscenza sulla lunghezza del regolo sarebbe esattamente uguale a quella ottenuta con la procedura di misurazione. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||